https://www.rovigooggi.it/n/91850/2019-10-03/rovigo-dall-alto-e-bellissima
IL NOME
Secondo gli storici, esso deriverebbe dal greco rhodon “rosa” (nell’Orlando Furioso, Ludovico Ariosto descrive la città come «la terra il cui produr di rose / le dié piacevol nome in greche voci»), che lo ricollega alla leggenda che vorrebbe il Polinesie (regione storica e geografica italiana) colonizzato da un gruppo di Achei capitanati da Diomede. La tradizione ha valso a Rovigo il titolo di “Città delle rose”.
UN PO’ DI STORIA
Rovigo fu menzionata per la prima volta nell’838 in un documento ufficiale a Ravenna. Poco dopo, la città divenne residenza provvisoria del Vescovo di Adria, e nel frattempo iniziarono le prime opere di fortificazione della città. Nell’XI secolo i principi d’Este da Ferrara presero il comando della provincia e finirono l’opera di fortificazione della città. Nacque un castello con strutture fortificate ed un muro cittadino, i cui resti possono essere visitati tutt’oggi a Rovigo. Nel 1194 il duca di Ferrara, Azzo VI. d’Este, prese ufficialmente possesso della città con il titolo di “Duca di Rovigo”. Per circa 400 anni Rovigo fu dominata dalla nobile famiglia degli Estensi di Ferrara, finché Venezia, dopo disastrose sconfitte nell’area mediterranea, non iniziò a conquistare gradualmente l’entroterra veneto. Rovigo venne assediata nel 1482 ed integrata infine nel 1484 nell’impero veneziano.
COSA VEDERE
LE PIAZZE :
- Piazza Vittorio Emanuele II : Una delle più antiche della città, Piazza Vittorio Emanuele II ha una pianta trapezioidale ed è lastricata di trachite, una belle e resistente pietra tipica della zona dei Colli Euganei. È il punto di incontro principale della città, luogo di ritrovo e anche spazio su cui vengono organizzati manifestazioni e concerti. In mezzo c’è la statua dedicata a Vittorio Emanuele II, mentre più avanti c’è la colonna con in cima il tipico leone di San Marco

- Piazza Garibaldi : Il monumento di bronzo a Garibaldi occupa il centro della piazza a lui dedicata e nasconde una storia interessante. Realizzato nel 1896 dallo scultore Ettore Ferrari, il monumento venne pagato anche con il contributo tutti i polesani. La storia narra che sotto le staffe siano state inserite due corone rovesciate, in spregio alla monarchia e che questo gesto rivoluzionario, che voleva richiamare una volontà repubblicana, abbia dirottato la statua, originariamente destinata a Roma, su Rovigo. In passato su questa piazza c’era la chiesa dedicata a Santa Giustina, demolita nell’800. Qui si affaccia il Teatro Sociale.
LE CHIESE:

- Duomo di Rovigo : Dedicato a Santo Stefano, ha una facciata incompiuta ma molto suggestiva: l’unica parete in mattoni ospita soltanto il portale dell’800 e una statua di Gesù, posta nella nicchia sopra il portale. L’origine dell’edificio religioso risale a prima del Mille, anche se fu ricostruito nel 1461 e nel 1696. L’interno conserva numerose opere d’arte preziose, tra cui, sull’altare del transetto sinistro, il “Cristo risorto” di Palma il Giovane
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- Chiesa Dei Santi Francesco e Giustina : Una delle principali chiese di Rovigo è un edificio che ha subito numerosi rifacimenti nel corso dei secoli. La facciata risente della ristrutturazione ottocentesca, ma appena girato l’angolo si può notare l’impianto romanico-gotico di questo enorme complesso religioso del 1300 e 1430 e il campanile del 1520. L’interno custodisce molte preziose opere d’arte, tra le quali spicca una suggestiva “Pietà” di Tullio Lombardo (terzo altare sinistro).
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COSA MANGIARE

- Fondi di carciofi alla veneta : Una ricetta facile gustosa per preparare questo ortaggio ricorrente nella tradizione gastronomica di tutta Italia e anche in quella veneta. Sono infatti famose e prelibate le varietà dei violetti di Chioggia. Molto semplici da realizzare,essi sono conditi con olio, aglio e prezzemolo, dopo essere stati bagnati con succo di limone e la ricetta prevede che i carciofi siano cotti nel brodo vegetale.
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Carciofi_al_verde_cottura_stufare.jpg

- Gratin polesano : si realizza lavando e tagliando le patate e unendole poi alla fontina tagliata a dadini e alla pancetta a pezzetti, si porrà il composto a cuocere in forno servendolo alla fine ben caldo.

- Torta sabbiosa : si prepara con ingredienti semplici come farina, uova, zucchero. E’ la classica torta leggerissima e delicata adatta per tutte le occasioni: a colazione, come dessert a fine pasto o perché no anche per un tè nel pomeriggio. La preparazione è semplice e porta via poco tempo




