
Vicenza e la sua provincia si sono arricchite nel tempo di un patrimonio architettonico che testimonia l’evoluzione sociale, economica e culturale dei suoi abitanti. La stagione storica più importante, che rende tuttora Vicenza conosciuta in tutto il mondo, è senza dubbio quella del rinascimento, di Palladio e delle ville venete. Tuttavia ciò ha posto in secondo piano la rilevanza del patrimonio architettonico che abbiamo ereditato negli ultimi due secoli e che testimonia l’evoluzione della società vicentina attraverso l’industrializzazione e la modernità. Proponiamo quindi un piccolo percorso costituito da una serie di episodi architettonici vicentini a partire XIX secolo.
LA FABBRICA ALTA DI SCHIO
La Fabbrica Alta, fu commissionata dell’imprenditore Alessandro Rossi nel 1861 come nuova imponente estensione del comprensorio industriale del lanificio rossi a Schio ed è presto diventata l’emblema del patrimonio industriale Veneto. L’opera fu progettata durante il suo soggiorno a Schio dall’architetto belga Auguste Vivroux. La fase realizzativa è attribuita all’architetto Caregaro Negrin anch’esso architetto di fiducia di Rossi.
E’ lunga 80 metri e larga 13,90, conta cinque piani di altezza più il sottotetto. Struttura imponente caratterizzata dal colore rosso del laterizio a vista conserva tuttora il suo eccezionale valore monumentale e il significato dirompente nel contesto urbano circostante.





Decorazioni floreari e architetture in stile liberty, tipiche del periodo, impressero un’originale immagine al tessuto urbano che costituisce un unicum tra le città della provincia di Vicenza.
italialiberty.it
STAZIONE TERMALE DI RECOARO
Sebbene la scoperta della prima fonte termale risalga al 1689, lo stabilimento termale di Recoaro viene aperto la pubblico solo nel 1876. Il parco e le strutture termali sono opera dell’architetto Caregaro Negrin che ha firmato anche la villa Tonello posta a valle del complesso termale.
Grazie al miglioramento dei collegamenti viari con il vicino centro laniero di Valdagno e la crescente fama delle acque curative, Recoaro vide rapidamente crescere e svilupparsi, nella seconda metà del XIX secolo, una vera e propria località turistica con alberghi, locande, caffè e locali di intrattenimento che attirarono sempre più una clientela vasta e variegata alla ricerca di salute, relax e mondanità.
LE STAZIONI FERROVIARIE DELLA FERROTRAMVIA VICENZA VALDAGNO
Il primo treno giunse a Vicenza il 3 gennaio 1846, giorno in cui si inaugurò il tratto Padova – Vicenza della costruenda linea ferroviaria Milano – Venezia. In un contesto orografico difficile come quello della provincia di Vicenza, estesa in buona parte sui rilievi delle Prealpi Venete, la ferrovia offriva la possibilità di migliorare le comunicazioni in modo rivoluzionario. La prima ferrovia locale venne inaugurata nel 1876 si trattava della Vicenza-Thiene-Schio. Seguirono altre tratte tra le quali la tranvia Vicenza-Valdagno-Recoaro Terme con la sua diramazione Montecchio-Arzignano-Chiampo.
Fu inaugurata nel 1880 e rappresentò nei decenni successivi un importante supporto al nascente comparto industriale della provincia, basato sulla lavorazione dei filati. Estesa nei primi del 900 fino a Recoaro Terme, vide la nascita di una serie di stazioni, alcune di esse caratterizzate da eleganti pensiline metalliche.



Alcune di esse riconvertite ad altri usi, altre in stato di abbandono. Queste piccole stazioni con uno stile eclettico fatto di sobrie decorazioni, tetti spioventi e bugnati, rappresentano l’esempio di un felice connubio tra modernità e paesaggio.
inmontecchio.com
